Sentiero CAI 30 Bibbiena – Pozza Nera

E’ un itinerario piuttosto lungo e, se vogliamo, poco logico per chi volesse puntare direttamente al Pratomagno, ma consente di visitare una delle parti più nascoste e quindi meno frequentate del Casentino, con nuclei abitati che hanno un fascino particolare e scorci panoramici inconsueti.
Il nuovo sentiero comincia dalla stazione di Bibbiena, prosegue sotto-attraversando la nuova variante alla SR 71 e prosegue a sin. lungo il corso dell’Arno. Una carrareccia a des. conduce alla casa di “Fontedonico” (m 350) e prosegue in salita fra coltivi e rada vegetazione fino a casa Bacano (m 390). Lasciata la carrareccia si prosegue per una mulattiera che, in mezzo a bosco di querce, in piano giunge ad un fosso che si attraversa, abbandonando la mulattiera che, invasa da rovi e pruni, diviene impraticabile.
La seguiamo comunque percorrendo il margine di un prato pascolo in salita fino all’attraversamento di un secondo fosso, proseguendo sempre in salita nella stessa situazione fino ad un boschetto di querce, ove si ritrova la mulattiera. Superato il boschetto, si gira a sin. in salita, lasciando nuovamente la mulattiera ed entrando in mezzo ad un pascolo cespugliato per un tratturo molto ripido, fino a trovare definitivamente la vecchia stradella che si segue sulla des. in piano, a mezza costa fra coltivi e prati, giungendo all’abitato di Lucciano (m 529). Si segue a sin. uno stradello, che conserva ancora tracce di vecchia massicciata, che sale fra coltivi abbandonati e radi boschi, passa sulla sin. di casa la Fonte e vicino ad una capanna diroccata. Si prosegue ancora a mezza costa, poi si attraversa un fosso, si piega a des. e, superato un cancello in filo di ferro, si sale sul fianco del monte sempre fra prati e piccoli boschetti di latifoglia per pista disagevole, fino alla sommità del poggio. Prima di superare la cresta, si gira a des., sempre per pista, passando sopra casa Giuncaine (m. 665) e poi girando a sin., fra pascoli cespugliati, in salita si raggiunge l’innesto con il sent. 31/A (m 681). Lasciato in sin. il sent. 31/A si inizia a scendere, seguendo uno stradello a mezza costa chiuso dal solito cancello in filo di ferro. Si percorre un sent. esposto a nord fra rado bosco e macchia di ginepro e ginestra, prima in discesa poi in salita fino ad un crinale da cui, sulla sin., si vede il laghetto collinare di Vanna.
Si scende fino ad un bosco di pini che si costeggia a des. e dopo un tornante si prosegue in vista dell’ abitato di Vanna fino al casolare (m 615). Questo piccolo borgo è quasi completamente diroccato. Alcuni volonterosi stanno recuperando una casa, ma la chiesa e tutto il resto va in rovina. La posizione molto bella, sfrutta uno sperone roccioso dominante su due valloncelli.
Lasciata Vanna si segue la strada sterrata per San Piero in Frassino fino ad un bivio ove si gira bruscamente a sin. per una pista prima pianeggiante e poi in discesa che passa vicino ad una casa ristrutturata e poi continua fra rado bosco di quercia passando accanto ad un’altra casa. Subito dopo si gira a sin. e si continua sempre in discesa fino ad una strada vicinale che si percorre in des.. Dopo alcune curve si giunge al ponte sul fosso Teggina ll°
(m 394). Superato il ponte si incrocia la strada asfaltata e si segue in direzione di Ortignano per breve tratto. Presso un tombino si lascia l’asfalto per salire a sin. per la vecchia strada che conduce ad Ortignano Alto. Si giunge così al cimitero e alla chiesa di San Matteo. Si ritrova la strada asfaltata e si segue a des. verso il paese. Superato il paese si abbandona l’asfalto per un sent. che sale sulla scarpata sin., seguendo il percorso dell’acquedotto comunale. Dopo il deposito dell’acqua si gira bruscamente a sin. per una mulattiera che con un tornante punta in salita verso il poggio Pilastri fra castagni degradati, pini e querce e di nuovo palina di castagno. Questa mulattiera era la vecchia strada per Raggiolo e presenta ancora tratti di massicciata. Al poggio Pilastri si innestano due piste che salgono verso sin..
Si prosegue sul tracciato principale che a tratti pianeggianti alterna tratti in salita, mantenendosi sulla mezza costa del monte. Dopo una breve discesa si incontra un seccatoio e la pista diviene pianeggiante fino al
fosso dei Tornai (m 730) che si guada proseguendo per un centinaio di metri. Abbandonata la pista si gira bruscamente a des. per un sent. poco evidente ed infrascato che con curve e tornanti scende su ripide piagge, in mezzo a castagni e a macchia di scope e ginestre alternando percorsi ben evidenti a tracce labili di sent.. In questo tratto occorre seguire con attenzione i segni bianco-rossi per evitare di perdere il percorso che, dopo la ripida discesa, piega verso sin. giungendo ad un seccatoio. Da qui inizia un sent. più evidente che con alcune curve, alternando salite e tratti pianeggianti, sempre in mezzo a bosco di castagno e dopo avere attraversato due fossi, incrocia una pista che va seguita in des.. Poco dopo si trova un boschetto di abeti che si costeggia a valle, in piano, incrociando un’altra pista che si lascia sulla sin.. Proseguendo in piano e in discesa, fra rado bosco di latifoglie, si giunge alla vecchia strada di Raggiolo presso il ponte sul torrente Barbozzaia e alle prime case del paese (m 525). Superato il ponte si prende a sin. per la vecchia stradina lastricata che in salita conduce alla chiesa.
Dalla chiesa si segue il borgo e poi a des. una bella stradina lastricata e ripidissima fra le case in pietra. Si attraversa così tutto il paese, mirabilmente restaurato, e si arriva alle case più alte dove si incrocia la strada carrozzabile (m 640). Oltre la strada si prende una mulattiera, che segue la vecchia strada per il Pratomagno, che in mezzo a campi ormai abbandonati, ma ben individuabili per i muri a seccò che sostenevano i terrazzamenti, si
inerpica sulla montagna. Si entra poi nel castagneto e ad un bivio si prosegue a sin. e  si continua in salita fino ad incrociare la strada carrozzabile (m 800). Di fronte, leggermente più a monte, prosegue sempre in salita il nostro sent. che ricalca una pista da smacchio che, sempre fra castagni incrocia nuovamente la strada carrozzabile (m 894). Attraversata la strada si ritrova la pista che sale con alcune curve raggiungendo il crinale spartiacque fra i torrenti Barbozzaia e Teggina detto “Puntone del Poggio di Mezzo”. Dopo una ripida salita, la strada attraversa un pianoro con alcuni castagni secolari; si riprende a salire, si trovano sulla sin. alcuni abeti e, dopo un’altra ripida salita, si giunge ad un grosso faggio dove si incrocia una pista. Si prende a sin. quasi in piano e si giunge ad una fonte. Subito dopo la fonte, in sin. si trova un ricovero di lamiera, che può essere utile in caso di mal-tempo. Più in alto ad un altro bivio si continua a des. in salita fra faggi con qualche rado abete, seguendo sempre il crinale. Si passa una zona ove è stato effettuato un taglio del bosco risalendo la “Costa dei Ciliegi” a fianco di un’abetina (m1254). Dove il bosco lascia lo spazio a qualche radura, si può ammirare il panorama verso la vallata del Casentino e i monti dell’Appennino: dall’Alpe di Catenaia al Falterona ed oltre. La salita si fa meno ripida, il faggio più basso, man mano che ci si avvicina alla sommità del Pratomagno. In vista dei prati il sent. piega a sin. e a mezza costa esce dal bosco per seguire un tracciato che si mantiene sul prato sotto il crinale che si raggiunge alla Pozza Nera, ove il nostro itinerario termina all’innesto con il sent. 00 – CT (m 1509). Tutto il percorso è lungo Km 21,500 e non presenta alcuna difficoltà; solo il tratto fra il fosso dei Tornai e il seccatoio prima del torrente Barbozzaia è molto ripido ed infrascato e richiede attenzione alla segnaletica. Può essere fatto  sia con il cavallo che con la mountain-bike ad eccezione del tratto da Ortignano a Raggiolo ove devono seguirsi itinerari alternativi.
Altimetria Sentiero CAI 30 Bibbiena - Pozza Nera
File formato gpx:
Sentiero CAI 30 Bibbiena – Pozza Nera

Lunghezza (m): 21.500
Tempo di percorrenza:

  • Andata h 7.10
  • Ritorno h 6.00
Partenza: Bibbiena
Punto intermedio: Lucciano, Ortignano, Raggiolo
Arrivo: Innesto sentiero 00 – CT alla Pozza nera
Livello di difficoltà: EE
Adatto/non adatto ai bambini: Non adatto
Lungo il percorso si incontrano:

  • Punti panoramici
  • Sorgenti e fontanelli
  • Bar e ristoranti
  • Alimentari
  • Albergo
  • Fermate autobus
  • Laghetto di Vanna
  • Chiesa di S. Matteo in Ortignano Alto
  • Seccatoi/ seccatoi diroccati (strutture preposte all’essiccazione delle castagne)
  • Ecomuseo della castagna a Raggiolo – Centro d’interpretazione, Seccatoio del Cavallari, Molino di Morino
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo
  • Ruderi del Castello dei Conti Guidi di Raggiolo
  • Pian del Poro Mondo: il luogo si trova lungo un’antica mulattiera, denominata anche “la Via degli Oliandoli”, utilizzata un tempo per il commercio di olio con il Valdarno. Si narra che un oliandolo, un venditore di pentole, vi abbia trovato la morte per assideramento durante una bufera di neve. Da allora i passanti gettando dei sassi, in memoria dell’episodio, vi hanno costruito una muriccia. Per ogni sasso veniva guadagnata un’indulgenza, più il sasso proveniva da lontano e più l’indulgenza era grande.
  • Pozza nera
Mezzi di percorribilità:

  • Piedi
  • Cavallo (escluso tra Ortignano e Raggiolo)
  • Mountain-bike (escluso tra Ortignano e Raggiolo)
Fondo del tracciato:

  • Asfalto
  • Strada Bianca
  • Stradello/pista
  • Mulattiera
  • Sentiero/traccia
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero:

  • Abitati/coltivi
  • Bosco misto
  • Castagneto
  • Faggeta
  • Prateria/Pascolo
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero:

  • Mezzacosta
  • Versante
  • Crinale
  • Fondovalle
Qualità della segnalazione del sentiero: Buono
Dislivello totale andata (m): 1880
Dislivello totale ritorno (m): 709
Quota di partenza (m): 328
Quota di arrivo (m): 1506
Segnavia: CAI 30

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