Sentiero CAI 29 Poppi – Varco di Gastra

Inizia da Poppi dalla S.P. 65 di fronte alle scuole medie superiori e segue la strada asfaltata per circa 400 metri. Prima della casa di riposo si abbandona l’asfalto per proseguire a des. su carrareccia che costeggia il muro di cinta della predetta casa. Ad un cancello si prende a des. per casa Grillaia, attraverso una giovane pineta. Superata casa Grillaia si segue una pista che fra abeti e querce, dopo due fossatelli, si innesta su una pista più grande. Si prende a sin. in salita raggiungendo una carrareccia presso c. Ponticelli Basso (m 454). Seguendo a des. la nuova strada si supera Ponticelli Alto e si prosegue ancora per la carrareccia che diviene una strada campestre e, dopo un tratto pianeggiante, inizia a salire con varie curve costeggiando a des. un borro. Si abbandona lo stradello quando questo si allarga e si piega bruscamente a des. in corrispondenza di due colonne con catena. Superata la catena si segue una pista campestre in mezzo a coltivi a mezza costa che raggiunge una casa sotto il Poggiolino. Si entra nel bosco, proseguendo sempre a mezza costa, per un sentiero un po’ infrascato che, con vari saliscendi, attraversato il fosso la Bora, sale raggiungendo la chiesa di Larniano in bella posizione panoramica (m 583). Seguendo la stradina asfaltata e poi una scorciatoia si incrocia la strada comunale e si sale, attraverso un campo, alla sovrastante casa la Maestà (m 622). Superata la casa si prende a des. una pista di smacchio che si inoltra fra boschi di latifoglia con prevalenza di castagno, nella mezza costa del poggio.
Inizialmente la pista è ben tracciata e pulita e si sviluppa quasi in piano con modesti
saliscendi. Lasciato un bivio sulla sin., uno sulla des. ed ancora uno sulla sin. si inizia a
salire e la pista diviene più infrascata, invasa parzialmente da rovi, ma sempre ben individuabile.
Dopo un seccatoio la pista diviene più labile, a tratti incerta e qui occorre fare attenzione ai
segni bianco-rossi. Dopo un altro seccatoio sparisce completamente e si seguono tracce di sentiero, aggirando la testata del fosso delle Rocche. Si inizia poi a scendere per un sentiero labile e a tratti infrascato, passando accanto ad un altro seccatoio e vicino al bordo sin. del fosso delle Rocche, fino a casa Rocche (m 634), un fabbricato restaurato in mezzo ad un bosco di conifere in bella posizione ove trovasi anche una fonte. Si gira a sin. e per un bel vialetto fiancheggiato all’inizio da conifere e poi in mezzo ad un castagneto, in discesa, si raggiunge il Romitorio (m 565). Si prosegue per la pista fra abeti fino ad una catena superata la quale, lambendo piantagioni di abeti natalizi, si gira a sin. aggiungendo la strada asfaltata per Quorle.
Si segue in salita l’asfalto fino alla chiesa (m 667) ove, in des. si innesta il sent. 56. Si
prosegue in sin. per strada fino a casa Pepe (in prossimità posto telefonico pubblico) (m 660); qui superata una sbarra e lasciata la casa sulla sin. si inizia a scendere e dopo alcune curve si giunge ad una casa in fase di ristrutturazione. Aggirata la casa si prosegue per sentiero infrascato lungo un fosso fra macchia e bosco di latifoglie fino a giungere ad un seccatoio e subito dopo ad una passerella in legno sul fosso di Garliano (m 530). Dopo la passerella si prosegue in sin. in salita, passando accanto alle rovine del vecchio mulino, per mulattiera che lambisce vecchi muri di pietra a secco a retta di piccoli appezzamenti una volta coltivati, fino alle sovrastanti case di Terrio. Si attraversa una carrareccia e di fronte si prende uno stradello che passa fra vivai di abeti natalizi. Poi per sentiero si riprende a salire fra castagni fino ad una casa e subito dopo si raggiunge la strada comunale passando fra la chiesa e il cimitero di Garliano (m 700). Qui si innesta sulla sin. il sentiero 30/A proveniente da Raggiolo. Si segue in salita l’asfalto e poi, ad un bivio, si prende a sin. la strada sterrata seguendo l’indicazione “Pratomagno”. Superate case Poggiolino si giunge al poggio Incisa dove si incontra il sent. 42 (m 780). Si continua in salita per la cresta del poggio, seguendo lo stesso percorso del sent. 42 per circa 600 m, poi si lascia (m 809) per uno stradello, all’inizio piuttosto infrascato, che scende a des. verso la valle del torrente Solano. Il sentiero si sviluppa sulla mezza costa prima in piano poi in discesa con varie curve fra castagni. Ben disegnato e facile da seguire nella parte alta diviene più in basso infrascato. Superato il tratto più difficile da seguire si raggiunge una pista che si segue sulla sin. sempre in discesa con alcune curve passando nei pressi di casa Rossolini (m 595). Per pista a sin., scendendo ancora con curve, si giunge al ponte sul torrente Solano in posizione molto suggestiva (m 560). Superato il ponte si riprende a salire e si passa fra le prime case di Cetica.
Qui si incrocia la strada comunale che si segue a destra per 20 m. Si riprende a sin. Una stretta mulattiera lastricata, che era la vecchia strada di Cetica, che ripidamente conduce in località Susanto dove si ritrova la strada comunale. Si segue a des. l’asfalto e subito dopo si riprende a sin. la vecchia strada che passa accanto alla chiesa di S. Angelo di Cetica (m 700) risalente al XIII secolo, di impianto romanico ed origine monastica vallombrosana.
Le case di Cetica occupano un vasto territorio con piccoli nuclei abitati sparsi sulla des. della valle del t. Solano. Il toponimo deriva da “ceduo”, essendo un tempo questi luoghi occupati da boschi cedui abitati da pochi pastori che riuniti formarono il primo insediamento chiamato cedua. Il territorio fu dominato dai Conti Guidi i quali possedevano un castello distrutto dai fiorentini nel 1290 dopo la battaglia di Campaldino, di cui adesso restano solo pochi ruderi.
Nel 1349 gli abitanti di Cetica si ribellarono ai soprusi subiti da parte del Conte Galeotto di Castel S. Niccolo e si sottomisero alla Signoria di Firenze.
A Cetica oltre la chiesa di S. Angelo o S. Michele ne esistono altre due: S. Pancrazio e S. Maria. Tutte queste chiese risalgono, come primo impianto, ai secoli XII e XIII e furono rimaneggiate nei secoli successivi; la loro probabile origine è monastica-vallombrosana.
Cetica è tuttora rinomata, nonostante la modesta produzione, per le sue ottime patate, ricercate dagli intenditori buongustai.
Superata la chiesa si segue l’asfalto in salita e si giunge all’innesto con il sent. 54 e, continuando a des. nella comunale, si perviene all’innesto con il sent. 29/A (m 763).
Qui si prende a sin. la strada asfaltata per il Bagno di Cetica che nel primo tratto costeggia alcune abitazioni. Superate le ultime case la strada diviene sterrata e prosegue in salita sulla mezza costa con alcune curve. Dopo una casa isolata che si trova a sin., con cancello e recinzione, si abbandona la strada e si prende a des. per la vecchia carrareccia che sale quasi parallela alla linea elettrica a pali di cemento. Si passa in mezzo a castagni
e si riesce sulla strada. Se ne percorre un breve tratto e si riprende la vecchia carrareccia in sin. che segue sempre la linea elettrica. Più in alto si ritrova la strada che si segue sulla sin. fino a Bagno di Cetica ove c’è l’albergo ristorante S. Romolo (m 1150).
Bagno di Cetica si trova su un’ampia conca prativa posta a quota 1150 m, sotto l’Uomo di Sasso, nel bacino del torrente Solano. Vi sgorgano abbondanti acque a cui, fin dall’antichità, sono attribuite facoltà curative per le malattie della pelle e del fegato e addirittura miracolose poiché, secondo la tradizione, furono benedette da S. Romualdo e da S. Giovanni Gualberto che in questo luogo si incontrarono casualmente. Le acque sono freddissime, ma ciò non toglie che molte persone vi si immergano anche se accaldate, magnificandone poi i risultati curativi.
La zona lungo la strada è tutta recintata e la vecchia scorciatoia, che proseguiva verso il varco di Gastra, risulta impraticabile, per cui occorre seguire la strada oltre un tornante e più avanti dove, in corrispondenza di una curva a des., è possibile riprendere per due brevi scorciatoie che, tagliando alcune curve, raggiungono in breve la strada panoramica del Pratomagno (m 1252). Attraversata la panoramica si continua per una pista in salita girando a des. al primo bivio e poi subito a sin. per una mulattiera molto ripida che passa vicino ad una postazione per la caccia. Più in alto si incontra un’altra pista che si segue a des. sempre in salita fra
macchie di ginestra del carbonaio e ginepri con radi faggi. Seguendo le rotaie lasciate dai mezzi fuoristrada si attraversano sempre in ripida salita le macchie di faggi fino a pervenire sui prati sommitali. Si piega a sin. lambendo la macchia di faggio e si penetra, sempre a sin., dentro la faggeta mantenendosi sulla mezza costa sotto poggio Uomo di Sasso. Seguendo un tracciato pianeggiante si giunge all’innesto con il sent. “00 variante” nei pressi della “fonte al Canteo” (m 1458): una splendida sorgente da cui scaturisce abbondante acqua freschissima. Seguendo lo 00, che coincide con l’ultimo tratto del nostro itinerario, usciti dal bosco si riguadagnano i prati, giungendo in breve al varco di Gastra (m 1393) e all’innesto con il sent. 00-CT di crinale.
Tutto il percorso è lungo km 24,100, non presenta alcuna difficoltà se si fa attenzione a non perdere i segni bianco-rossi nei tratti infrascati sopra descritti. Può essere percorso anche a cavallo facendo attenzione nei tratti dalla Maestà di Larniano alle Rocche e da casa Pepe alla Chiesa di Garliano particolarmente ripidi e infrascati. Per la mountain-bike si consigliano itinerari alternativi.
Altimetria Sentiero CAI 29 Poppi Varco di Gastra
File formato gpx:
Sentiero CAI 29 Poppi Varco di Gastra

Lunghezza (m): 24.100
Tempo di percorrenza:

  • Andata: h 7.40
  • Ritorno: h 6.40
Partenza: Poppi
Punto intermedio: Larniano, Carpineto, Quorle, Garliano, Cetica, Bagno di Cetica
Arrivo: Innesto al sentiero 00 – CT al Varco di Gastra
Livello di difficoltà: EE
Adatto/non adatto ai bambini: Non adatto
Lungo il percorso si incontrano:

  • Punti panoramici
  • Sorgenti e fontanelli
  • Bar e ristoranti
  • Albergo ristorante
  • Fermate autobus
  • Centro storico di Poppi
  • Ecomuseo Castello dei Conti Guidi di Poppi – Mostre permanenti
  • Ecomuseo del Carbonaio – Banca della Memoria di Porto Franco “Giuseppe Baldini” – Casa dei Sapori a Cetica
  • Ponte di S. Angelo a Cetica
  • Chiesa di S. Angelo in Cetica
  • Ruderi del Castello dei Conti Guidi di Cetica
  • Uomo di Sasso
  • Fonte al Canteo
Mezzi di percorribilità:

  • Piedi
  • Cavallo (attenzione nei tratti dalla Maestà di Larniano alle Rocche e da casa Pepe alla Chiesa di Garliano).
Fondo del tracciato:

  • Asfalto
  • Strada Bianca
  • Stradello/pista
  • Mulattiera
  • Sentiero/traccia
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero:

  • Abitati/coltivi
  • Bosco misto
  • Castagneto
  • Faggeta
  • Prateria/Pascolo
  • Macchia bassa
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero:

  • Mezzacosta
  • Versante
  • Crinale
Qualità della segnalazione del sentiero: Buono
Dislivello totale andata (m): 1.865
Dislivello totale ritorno (m): 894
Quota di partenza (m): 411
Quota di arrivo (m): 1381
Segnavia: CAI 29

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