Stato attuale

La Croce è a pianta quadrata e misura 4,00 X 4,00 ml, le quattro colonne, sempre di forma quadrata, misurano 1,255 x 1,255 ml e si appoggiano o meglio sono annegate nel basamento di cemento armato di dimensioni, originariamente  6,00 x6,00 ml ora  7,00 x 7,00 ml.
A circa a 5,00 ml da terra la Croce inizia a rastremarsi e ad 8,00 ml il modulo che alla base misura 1,255 ml di lato diventa 0,985 ml di lato e da qui inizia la vera forma a croce che misura in altezza 11,00 ml ed in larghezza 6,98 ml, mentre l’altezza totale della Croce è di 19,30 ml circa, più bassa rispetto l’originale che era di 21,50 ml, cioè prima delle opere di restauro a seguito del danno provocato dalla tempesta del 1966.
La struttura della Croce è a traliccio metallico e l’unione dei vari pezzi è assicurata da bulloni M14. Quattro fazzoletti saldati sono posizionati nel punto di giunzione tra il basamento e la Croce e barre metalliche di forma a “C” rafforzano l’unione tra la parte verticale e orizzontale della Croce; sempre in questo punto all’interno di due cerchi concentrici si trova parte dello stemma, sempre in metallo, relativo al Terzo ordine regolare di S. Francesco, raffigurante la Croce di fondo e le braccia di San Francesco e di Gesù.
Nelle parti terminali della Croce, a completamento dell’opera, si trovano nell’asse orizzontale due piramidi e nell’asse verticale una piramide.
Gli elementi che compongono il traliccio sono dei ferri dello spessore di circa 10 mm ad  “elle” o piatti: i verticali misurano (alla base) 90 x 90 mm, le barre orizzontali accoppiate 65 x 80 mm, mentre i controventi a forma di rombo 50 x 100 mm.
All’interno della Croce si accede alla Cappella salendo quattro scalini di cui il primo ha un alzata di 9, 5 cm, i medesimi originariamente erano di pietra, in seguito furono rivestiti di cemento.
La cappella di dimensioni di 1,50 ml di lunghezza e di 1,16 ml di larghezza ha la muratura perimetrale in setti di cemento con l’accesso protetto da un cancello i cui elementi in ferro rappresentano a sua volta  una croce.
All’interno della cappella è presente un piccolo altare in cemento sorretto da quattro colonne in stile, alla parete frontale è rappresentato San Francesco in terracotta dipinta e alla parete laterale destra c’è un’ epigrafe, realizzata nel 1969, in memoria di quanti caddero nel 1943/44, combattendo nella zona del Pratomagno che così recita:

Epigrafe parete laterale cappella

Epigrafe parete laterale cappella


La furia della Storia

Ferì ed uccise
Sulle cime, sulle pendici nelle valli
Che dal Pratomagno
degradano.
Divina ed umana pietà
Dian conforto pace perdono
Alle genti che
Cadendo
Volser lo sguardo
Al benedicente segno
Del Figlio dell’Uomo.

 

 

All’interno della Cappella di fianco della sacra mensa vi era un’altra epigrafe, non più presente, dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969, Avv. Alfredo Merlini che recita:

Da questa vetta
Punto di ideal incontro
Delle serene genti dell’Arno
Il poverello d’Assisi
Addita ancora
Agli uomini
L’Eterno messaggio dell’Amore
Contro gli odi, gli egoismi, le guerre.
In questo segno
Fu eretta nel 1928 questa Croce
E fu ricostruita nel 1969
A cura di un Comitato
Promosso dalle Misericordie d’Italia
Onde allarghi ancora le braccia
Al cristiano amplesso dei popoli
Finalmente affratellati e liberi
In tutti i continenti .

La cappella di San Francesco

La cappella di San Francesco

La Croce vista dal basso verso l’alto, è evidente la ruggine sugli elementi in ferro

La Croce vista dal basso verso l’alto, è evidente la ruggine sugli elementi in ferro

Attualmente la Croce presenta i segni del tempo, anche perché l’esposizione all’intemperie e alle basse temperature invernali hanno causato danni alla struttura, che si presenta in uno stato generale di decadenza a causa di una scarsa manutenzione.

 

 

 

 

La parte superiore del basamento di fondazione ha subito dei danni, per l’interazioni con l’ambiente esterno, considerato anche le basse temperature delle stagioni invernali, infatti i ferri di armatura risultano scoperti non più protetti dal calcestruzzo e quindi corrosi.
In considerazione del fatto che l’attacco tra la struttura della Croce e la fondazione non presenta delle piastre in metallo è ipotizzabile che un modulo della Croce sia semplicemente annegato nel calcestruzzo per circa 80/90 cm che rappresentano la probabile altezza del basamento, valore definibile esattamente tramite una campagna di saggi e carotaggi che oltretutto darebbe indicazioni sulla qualità del calcestruzzo utilizzato.

I ferri scoperti della fondazione in calcestruzzo armato

I ferri scoperti della fondazione in calcestruzzo armato

Per proteggere gli scalini in pietra fu eseguito un intervento tramite  un getto di cemento di basso spessore che attualmente presenta situazioni evidenti di lesioni e sgretolamento tali da rendere visibili le originarie lastre di pietra.

L’anima interna della Croce con tirante

L’anima interna della Croce con tirante

I componenti del traliccio presentano, nelle zone non più protette dalla vernice, evidenti azioni corrosive da parte della ruggine che ha aggredito anche i  bulloni, necessari alla giunzione dei vari profili, provocando in alcuni casi la rottura degli stessi in altri il loro allentamento; solo con una campagna di saggi cognitiva si potrà conoscere il  valore effettivo di serraggio della bulloneria.
All’azione  degli eventi naturali si aggiunge anche l’azione dell’uomo, infatti nelle zone in basso sono presenti graffiti e scritte incise nel metallo che deturpano ancora di più l’immagine della Croce.

pareti
Le pareti e il soffitto della cappella sono state realizzate in cemento successivamente rasato, ma sono presenti distacchi dal supporto, nella parete laterale interna è visibile la struttura in lamiera della Croce con evidenti segni dell’azione aggressiva della ruggine.

 

 

 

Colonne dell’altare in materiale cementizio

Colonne dell’altare in materiale cementizio

L’altare della cappella, in materiale cementizio, presenta delle croste e della vegetazione quali muschi e licheni, ma anche il distacco di alcune piccole parti.

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine di San Francesco in terracotta ha subito il danno maggiore infatti il confronto con le vecchie fotografie mette in evidenza che non sono più presenti le mani, parte del saio e altri piccoli elementi ornamentali; anche in questo caso le intemperie hanno causato il distacco dal supporto murario.

Immagine in terracotta dipinta di San Francesco sono evidenti gli elementi mancanti

Immagine in terracotta dipinta di San Francesco sono evidenti gli elementi mancanti