Proposte progettuali

Stato attuale

contesto geograficoLa Croce monumentale del Pratomagno sorge nella vetta più alta dell’omonimo massiccio montuoso a una quota di 1592 metri s.l.m. nel comune di Loro Ciuffenna . Il Pratomagno è una catena montuosa dell’Appennino e s’innalza tra il Valdarno superiore ed il Casentino a nord-ovest della città di Arezzo; interessa l’omonima provincia ed , in piccola parte , la sponda sud-orientale di quella di Firenze. In questa località, da dove è possibile godere di un panorama a trecentosessanta gradi dall’ Appenino Tosco-Emiliano, alle Alpi Apuane, al monte Amiata, le cime di forma piuttosto arrotondate simili a “groppe” sono completamente prive di alberi e ricoperte da un soffice manto erboso dove mucche e cavalli possono liberamente pascolare

PiantaLa Croce è a pianta quadrata e misura 4,00 X 4,00 ml, le quattro colonne, sempre di forma quadrata, misurano 1,255 x 1,255 ml e si appoggiano o meglio sono annegate nel basamento di cemento armato di dimensioni, originariamente 6,00 x6,00 ml ora 7,00 x 7,00 ml.
A circa a 5,00 ml da terra la Croce inizia a rastremarsi e ad 8,00 ml il modulo che alla base misura 1,255 ml di lato diventa 0,985 ml di lato e da qui inizia la vera forma a croce che misura in altezza 11,00 ml ed in larghezza 6,98 ml, mentre l’altezza totale della Croce è di circa 20 m.

La struttura della Croce è a traliccio metallico e l’unione dei vari pezzi è assicurato da bulloni M14. Quattro fazzoletti saldati sono posizionati nel punto di giunzione tra il basamento e la Croce e barre metalliche di forma a “C” rafforzano l’unione tra la parte verticale e orizzontale della Croce; sempre in questo punto all’interno di due cerchi concentrici si trova parte dello stemma, sempre in metallo, relativo al Terzo ordine regolare di S. Francesco, raffigurante la Croce di fondo e le braccia di San Francesco e di Gesù. Nelle parti terminali della Croce, a completamento dell’opera, si trovano nell’asse orizzontale due piramidi e nell’asse verticale una piramide.
Gli elementi che compongono il traliccio sono dei ferri dello spessore di circa 10 mm ad “elle” o piatti: i verticali misurano (alla base) 90×90 mm, le barre orizzontali accoppiate 65×80 mm, mentre i controventi a forma di rombo 50×100 mm. All’interno della Croce si accede alla Cappella salendo quattro scalini di cui il primo ha un alzata di 9, 5 cm, i medesimi originariamente erano di pietra, in seguito furono rivestiti di cemento.
La cappella di dimensioni di 1,50 ml di lunghezza e di 1,16 ml di larghezza ha la muratura perimetrale in setti di cemento con l’accesso protetto da un cancello i cui elementi in ferro rappresentano a sua volta una croce. All’interno della cappella è presente un piccolo altare in cemento sorretto da quattro colonne in stile, alla parete frontale è rappresentato San Francesco in terracotta dipinta e alla parete laterale destra c’è un’ epigrafe, realizzata nel 1969, in memoria di quanti caddero nel 1943/44, combattendo nella zona del Pratomagno che così recita:
schema

 

La furia della Storia
Ferì ed uccise
Sulle cime, sulle pendici nelle valli
Che dal Pratomagno degradano.
Divina ed umana piet�
Dian conforto pace perdono
Alle genti che
Cadendo Volser lo sguardo

 

 

All’interno della Cappella di fianco della sacra mensa vi era un’altra epigrafe, non più presente, dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969, Avv. Alfredo Merlini che recita:
Da questa vetta
Punto di ideal incontro
Delle serene
genti dell’Arno
Il poverello d’Assisi
Addita ancora
Agli uomini
L’Eterno messaggio dell’Amore
Contro gli odi, gli egoismi, le guerre.
In questo segno
Fu eretta nel 1928 questa Croce
E fu ricostruita nel 1969
Acura di un Comitato
Promosso dalle Misericordie d’Italia
Onde allarghi ancora le braccia
Al cristiano amplesso dei popoli
Finalmente affratellati e liberi
In tutti i continenti.

Attualmente la Croce presenta i segni del tempo, anche perché l’esposizione all’intemperie e alle basse temperature invernali hanno causato danni alla struttura, che si presenta in uno stato generale di decadenza a causa di una scarsa manutenzione.
La parte superiore del basamento di fondazione ha subito dei danni, per l’interazioni con l’ambiente esterno, considerato anche le basse temperature delle stagioni invernali, infatti i ferri di armatura risultano scoperti non più protetti dal calcestruzzo e quindi corrosi.
In considerazione del fatto che l’attacco tra la struttura della Croce e la fondazione non presenta delle piastre in metallo è ipotizzabile che un modulo della Croce sia semplicemente annegato nel calcestruzzo per circa 80/90 cm che rappresentano la probabile altezza del basamento, valore definibile esattamente tramite una campagna di saggi e carotaggi che oltretutto darebbe indicazioni sulla qualità del calcestruzzo utilizzato.
Per proteggere gli scalini in pietra fu eseguito un intervento tramite un getto di cemento di basso spessore che attualmente presenta situazioni evidenti di lesioni e sgretolamento tali da rendere visibili le originarie lastre di pietra.
I componenti del traliccio presentano, nelle zone non più protette dalla vernice, evidenti azioni corrosive da parte della ruggine che ha aggredito anche i bulloni, necessari alla giunzione dei vari profili, provocando in alcuni casi la rottura degli stessi in altri il loro allentamento; solo con una campagna di saggi cognitiva si potrà conoscere il valore effettivo di serraggio della bulloneria.
All’azione degli eventi naturali si aggiunge anche l’azione dell’uomo, infatti nelle zone in basso sono presenti graffiti e scritte incise nel metallo che deturpano ancora di più l’immagine della Croce. L’immagine di San Francesco in terracotta ha subito il danno maggiore infatti il confronto con le vecchie fotografie mette in evidenza che non sono più presenti le mani, parte del saio e altri piccoli elementi ornamentali; anche in questo caso le intemperie hanno causato il distacco dal supporto murario.
1La piazza (quadratum), ai piedi della Croce, di forma quadrata di circa 16,00 ml di lato, ruotata di quarantacinque gradi rispetto la base sempre quadrata, verrà pavimentata con ghiaia di piccola granulometria posata su dei vassoi di polipropilene composti da tubi esagonali che nella parte inferiore sono supportati con una membrana in fibra di vetro, al fine di inibire la crescita di erbacce ed aiutare a prevenire la perdita di ghiaia, garantendo nel contempo il necessario drenaggio.
La pavimentazione in ghiaia , posata su massicciata a granulometria decrescente opportunamente rullata, sarà intervallata da file regolari di pietra simile alla pietra serena ma resistente alle basse temperature (tipo Pianello o Alfero); le lastre di pietra delimiteranno i tre percorsi pedonali pavimentati con massetto architettonico, che portano alla base della Croce.

Il quadratum sarà delimitato con la realizzazione di muri perimetrali in muratura a sacco con i paramenti Immagineesterni in blocchi di pietra irregolari che avranno funzione di cassero per il getto interno in calcestruzzo che sarà collegato alla trave di fondazione sempre in c.a.; lo spessore dei muri sarà di 60 cm, l’altezza interna di circa 80 cm dalla quota della pavimentazione della piazza mentre all’esterno il muro non avrà un’altezza costante ma seguirà le quote naturali del terreno; nel perimetro del muro saranno realizzati tre varchi per l’accesso alla piazza tramite piccole scale rivestite in pietra il cui sviluppo dipenderà dalle diverse quote del terreno.
Il muro oltre a delimitare l’area pavimentata diventerà nella parte superiore inclinata la base di appoggio di lastre di acciaio satinato dove saranno incise le notizie quali la storia della Croce, con riferimento anche agli eventi religiosi e lo skyline del paesaggio montano con l’indicazione precisa del nome delle montagne e località che si vedono dalla quota della Croce; dove non saranno presenti le tavole illustrative del luogo, il muro si abbassa e diventerà una seduta ,per il riposo dei visitatori, il cui schienale sarà realizzato tramite elementi metallici “a piatti” secondo un disegno astratto con al centro l’immagine della Tau di San Francesco.

La recinzione esterna di forma quasi circolare sarà oggetto di manutenzione e quindi si prevede la sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno.

Nel quadratum saranno posti , a lato della Cappella con visuale dell’immagine di San Francesco, due inginocchiatoi realizzati in pietra per la preghiera dei visitatori al fine di rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podestà rag. Enrico Baccini il 14 agoto del 1927 in occasione della posa della prima pietra :

“…questa montagna,Il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il, santo amatore della bella natura e della Croce di Cristo.”
Immagine

1Per quanto riguarda la tutela del luogo, l’intervento prende in considerazione i principi eco-compatibili dell’Ingegneria naturalistica. Il ricorso a tecniche di Ingegneria naturalistica prevede, nell’intervento in oggetto, l’utilizzo del legname come materiale da costruzione, in abbinamento con inerti come pietrame, terra, ferro ed acciaio. Il terrazzo (solarium), ai piedi della Croce, di forma circolare di circa 6,50 ml di raggio, considerando come centro l’asse della Croce, è organizzata su due livelli, una sorta di doppio ordine di terrazzamenti concentrici, il primo di forma circolare ed il secondo di forma irregolare. I terrazzamenti, che saranno realizzati alle quote altimetriche attuali, sono sostenuti da palificate di sostegno, costituite da pali trasversali (traversi) e da pali orizzontali (correnti), inoltre tra un traverso e l’altro, ad interasse di circa 60 cm, sarà presente un riempimento con ciotolame drenante. Le strutture, in legname idoneo e durabile (larice o castagno) di diametro di 20-25 cm, sono ancorate tra di loro con tondini in acciaio ad aderenza migliorata. Il solarium di forma circolare (primo ordine) contiene nel suo perimetro degli oggetti a forma di parallelepipedo con due lati curvi, in acciaio COR-TEN; i corpi modulari sono di due tipologie: quelli di altezza di 1,00/1,20 ml e di lunghezza variabile da 1,50 ml a 2,00 ml, che presentano un piano superiore inclinato con incise notizie relative alla storia della Croce, allo skyline del paesaggio montano circostante e la storia di Hinkler con l’ indicazione del monumento commemorativo, realizzato nei pressi della Croce, mentre quelli di altezza di 0,50 ml e di lunghezza pari a 2,60 ml fungono da seduta per il riposo dei visitatori. La pavimentazione del solarium circolare sarà realizzata in terra stabilizzata di colore simile alle tonalità del crinale del Pratomagno; la lavorazione della pavimentazione prevede le seguenti fasi di attuazione:
2– Preparazione del sottofondo esistente: il terreno verrà rullato rispettando quanto più possibile le quote preesistenti;
– Miscelazione dei materiali quali terra, stabilizzato/frantumato di cava e cemento; – Idratazione con l’integrazione di additivo per diminuire le cause distruttive causate da cicli di gelo/disgelo sullo strato superficiale;
– Trasporto, stesa e sagomatura dei materiali, premiscelati mediante vibro finitrice ed infine costipamento con macchine idonee.
Nel progetto viene individuato il percorso pedonale che conduce alla cappella di San Francesco, infatti lo stesso è realizzato a gradoni con cordoli di tenuta sempre in legno e pavimentato con lastre di pietra ad opus incertum. Il secondo ordine del solarium di forma irregolare è delimitato sempre da un sistema strutturale di tenuta a palificate di legno e segue l’andamento delle quote del crinale, mentre la vegetazione del Pratomagno si insinua nel terrazzamento a testimoniare il rispetto e la tutela del “Luogo”. La recinzione esterna di forma quasi circolare sarà oggetto di manutenzione e quindi si prevede la sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno. Nel solarium sarà posto, a lato della Cappella con visuale l’immagine di San Francesco, un inginocchiatoio realizzato in pietra per la preghiera dei visitatori al fine di rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podestà rag. Enrico Baccini il 14 agoSto del 1927 in occasione della posa della prima pietra
: “ … questa montagna, il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il, santo amatore della bella natura e della Croce diCristo.”
2La proposta progettuale prevede una sistemazione minimale dell’area adiacente la Croce. Le quote altimetriche dell’area a verde non subiranno alterazioni, così come la recinzione che sarà oggetto semplicemente di una manutenzione, con la sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno.
L’intervento prevede, inoltre, la realizzazione di una pavimentazione in lastre di pietra locale di forma rettangolare, posate sopra la fondazione in cemento, negli scalini e nell’area della cappella.
Completerà la sistemazione del “luogo” la posa in opera di elementi modulari in acciaio cor-ten che, in modo alternato, saranno utilizzati come sedute o come pannelli espositivi; i corpi modulari sono di due tipologie: quelli di altezza di 1,00/1,25 ml e di lunghezza di 2,00 ml, che presentano un piano superiore inclinato con stampate le notizie relative alla storia della1 Croce, allo skyline del paessaggio montano circostante ed alla storia di Hinkler con l’indicazione del monumento commemorativo, realizzato nei pressi della Croce, mentre quelli di altezza di 0,50 ml e di lunghezza pari a 2,00 ml fungono da seduta per il riposo dei visitatori.

Saranno posti inoltre, a lato della Cappella con visuale l’immagine di San Francesco, due inginocchiatoi realizzati in pietra e metallo per la preghiera dei visitatori al fine di rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podestà rag. Enrico Baccini il 14 agoto del 1927 in occasione della posa della prima pietra :

“…questa montagna,Il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il, santo amatore della bella natura e della Croce di Cristo.”

interventiL’intervento in oggetto contempla non solo il restauro della Croce ma anche la riqualificazione del sito con la realizzazione di un “luogo” alla base della Croce per il riposo, la meditazione e la preghiera in un ‘idea progettuale, il cui cuore è sì l’intervento manutentivo del monumento, ma che si sviluppa tenendo presente oltre le motivazioni religiose per le quali la Croce stessa fu realizzata gli aspetti naturalistici che fanno del Pratomagno un luogo dal paesaggio affascinante dove è possibile osservare una notevole estensione di territorio, compresa la città di Firenze.

Di Pratomagno alle suberbe cime… … si vedeva l’interiore paese del valdarno di sopra, e del Mugello, e in un Casentino si scopriva ogni valle, ogni poggio, ed ogni riva
(Vincenzo Montini Firenze 1761)

Per quanto riguarda la fase esecutiva, l’intervento sarà realizzato in due stralci: il primo che prevede il restauro della Croce e il secondo che ha lo scopo di ultimare le lavorazioni con la riqualificazione del luogo.

ImmagineL’intervento di riqualificazione del “luogo” prevede una serie di opere per migliorare la fruibilità dei visitatori, salvaguardando l’attuale recinzione, che viene parzialmente ridisegnata ed interrotta per garantire quattro accessi all’area prospiciente la Croce; le mucche, che pascolano nell’area, non possono entrare nel recinto perché i nuovi ingressi sono delimitati da pali in legno che sono posizionati tra di loro ad una distanza di massimo 60 cm ed hanno un altezza uguale a quella della staccionata in legno preesistente.
L’area ai piedi della Croce avrà una sistemazione minimale del terreno, già organizzato a quote altimetriche diverse, e sarà delimitata da una fascia perimetrale, pavimentata con ghiaia. Nella planimetria di progetto si nota che l’area a verde, adiacente al basamento della Croce, ha una forma circolare di circa 12,00 metri di raggio, considerando il centro l’asse della Croce ed è delimitata da un cordolo in legno, infisso nel terreno.
ImmagineLa pavimentazione tra il cordolo in legno e la recinzione sarà realizzata, come già specificato in precedenza, con ghiaia di piccola granulometria, posata su vassoi di polipropilene composti da tubi esagonali che nella parte inferiore sono supportati con una membrana in fibra di vetro, per inibire la crescita di erbacce ed aiutare a prevenire la perdita di ghiaia, garantendo nel contempo il necessario drenaggio del terreno. L’area centrale di forma circolare ha al suo centro la Croce con il basamento in cemento pavimentato con lastre di pietra mentre la zona verde sarà sottoposta a un’azione di Immaginevegetazione con la sistemazione del manto erboso a nardus stricta (nardeti), tipica essenza delle praterie del crinale del Pratomagno.
La recinzione preesistente sarà oggetto di manutenzione e quindi si prevede la sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno. Completerà la sistemazione del “luogo” la posa in opera di elementi modulari in acciaio cor-ten che, in modo alternato, saranno utilizzati come sedute o come pannelli espositivi; i corpi modulari sono di due tipologie: quelli di altezza di 1,00/1,25 ml e di lunghezza di 2,00 ml, che presentano un piano superiore inclinato con stampate le notizie relative alla storia della Croce, allo skyline del paessaggio montano circostante ed alla storia di Hinkler con Immaginel’indicazione del monumento commemorativo, realizzato nei pressi della Croce, mentre quelli di altezza di 0,50 ml e di lunghezza pari a 2,00 ml fungono da seduta per il riposo dImmagineei visitatori. Saranno posti inoltre, a lato della Cappella con visuale l’immagine di San Francesco, due inginocchiatoi realizzati in pietra e metallo per la preghiera dei visitatori al fine di rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podestà rag. Enrico Baccini il 14 agoto del 1927 in occasione della posa della prima pietra :
.. questa montagna, il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il santo amatore della bella natura e della Croce di Cristo.“ 
Classificazione scientifica
Dominio
Regno
Divisione
Classe
Ordine
Famiglia
Sottofamiglia
Genere
Specie
Eukaryota
Plantae
Magnoliophyta
Liliopsida
Poales
Poaceae
Pooideae
Nardus
Nardus stricta
Nomenclatura binomiale
Nardus stricta
Nomi comuni
Cervino, erba cervina e fieno di monte

Nardus stricta è una specie con un ampio areale che comprende l’Europa, il Nord Africa e la Macaronesia, l’Asia, l’Australasia, il Nord America e il Sud America.
In Italia è presente in quasi tutta la penisola (con l’eccezione della Puglia) e in Sicilia; assente in Sardegna. Sui pascoli alpinici e appenninici può dar luogo ad una formazione vegetale nota come “nardeto”, una fitocenosi seminaturale, caratterizzata dalla presenza dominante del nardo, che si forma in genere come conseguenza di un sovraccarico di pascolo.

6Come emerge dallo stato di conservazione, la fondazione della Croce risulta degradata, quindi sarà necessario recuperare il cemento armato tramite la demolizione delle parti degradate fino alla completa scopertura dei ferri di armatura, la pulizia di tutte le superfici, il trattamento con idonei materiali dei ferri e la ricostruzione dei volumi mancanti con malta friborinforzata a ritiro compensato.

Il restauro della Croce sarà un intervento di recupero con tecniche e materiali adeguati, rispettando la struttura preesistente, che non dovrà più essere lasciata in questo stato di abbandono così come sarà previsto da uno degli elaborati progettuali, in questo caso di particolare importanza, ovvero dal Piano di manutenzione dell’opera che contempla cicli programmati di lavori.1

Lo stato di degrado evidenzia aree molto vaste di ruggine negli elementi in ferro, il progetto prevede l’ asportazione della ruggine, l’ applicazione un convertitore ed una verniciatura finale poliuretanica ad elevata resistenza agli agenti atmosferici mentre gli elementi in metallo che risultano fatiscenti saranno sostituiti con dei nuovi di uguale misura e forma. Il progetto prevede anche la sostituzione di tutti i bulloni .
Il progetto prevede inoltre interventi manutentivi sulla Capella con la completa demolizione della rasatura fatiscente, l’integrazione delle parti mancanti in calcestruzzo e la posa in opera di un intonaco speciale per esterni in grado di resistere a basse temperature; l’impermeabilizzazione del soffitto voltato e la successiva protezione con una lastra in metallo di basso spessore.

2L’altare della cappella, che presenta macchie e presenza di vegetazione, sarà restaurato oltre che con la reintegrazione di parti mancanti con impasti a base di malte, simili per composizione a quelle impiegate per la costruzione dell’altare, anche con la pulizia del manufatto con materiali e mezzi idonei ed con un trattamento finale con soluzione contro la formazione di attacchi di microrganismi; il cancello in ferro della cappella sarà trattato con gli stessi materiali applicati alla Croce e con l’integrazione delle parti mancanti.

Sarà prevista inoltre la demolizione completa del calcestruzzo che riveste gli scalini, il rifacimento della pavimentazione con lastre regolari di pietra di forma rettangolare utilizzati anche come finitura superficiale del basamento in cemento della Croce di dimensioni 7,00 x 7,00 ml.

L’immagine in terracotta dipinta di San Francesco, realizzata con la composizione di più formelle, si presenta incompleta per la mancanza di alcune parti ed inoltre in alcune Rendering6piastrelle sono presenti i segni d’usura.

 

 

 

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Le operazioni di restauro di questa importante opera prevederanno le seguenti fasi:

 

 

 

 

 

  • Il distacco delle formelle dalla parete con impacchi locali, numerazione dei singoli pezzi e la pulitura dei bordi dai residui della vecchia colla;
  • Dopo aver eseguito dei test di solventi diversi, sarà individuato il materiale adatto alla pulitura delle superfici;
  • Scelta del materiale per il pannello di supporto, che sarà tagliato su misura e con un pennarello si segnerà l’esatta posizione di ogni singolo pezzo;
  • Incollaggio di ogni singolo pezzo, la stuccatura dei giunti, le ricostruzioni di piccolissime parti, mentre le formelle mancati non saranno riprodotte e il trattamento finale protettivo;
  • Montaggio del pannello con la terracotta di San Francesco restaurata alla parete utilizzando opportuni sistemi di fissaggio.

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