Il Progetto

PROGETTO
“Lavori di riqualificazione e restauro della Croce monumentale del Pratomagno”

Progetto a cura della Provincia di Arezzo / Servizio Edilizia e Impianti

Responsabile Unico del Procedimento:
Ing. Claudio Tiezzi
Progettisti:
Arch. Giuseppina Bocchini
Geom. Alessandro Bertoldi
Progettista strutture:
Ing. Claudio Tiezzi
Sicurezza – CSP:
geom. Luciano Leone
Direttore dei lavori:
Arch. Giuseppina Bocchini
Direttore operativo:
Geom. Alessandro Bertoldi
Sicurezza – CSE:
Geom. Luciano Leone

Contenuti del progetto

Il progetto contempla non solo il restauro conservativo della Croce ma anche la riqualificazione del sito con la realizzazione di un “luogo” alla base della Croce per il riposo, la meditazione e la  preghiera in un ’idea progettuale, il cui cuore è sì l’intervento di restauro conservativo del monumento, ma che si sviluppa tenendo presente oltre le motivazioni religiose per le quali la Croce stessa fu realizzata gli aspetti naturalistici che fanno del Pratomagno un luogo dal paesaggio affascinante dove è possibile osservare una notevole estensione di territorio, compresa la città di Firenze.

Di Pratomagno alle suberbe cime …..
……… si vedeva l’interiore paese
Del Valdarno di sopra, e del Mugello,
E in un Casentino si scopriva
Ogni valle, ogni poggio, ed ogni riva
(Vincenzo Montini Firenze 1761)

Per quanto riguarda la fase esecutiva, l’intervento sarà realizzato in due stralci: il primo che prevede il restauro conservativo della Croce e della cappella compreso l’immagine di San Francesco ed il secondo che ha lo scopo di ultimare le lavorazioni con la riqualificazione del luogo.

Lo stato di degrado evidenzia aree molto vaste di ruggine degli elementi in ferro quindi il progetto di restauro prevede una prima fase di lavaggio e di trattamento con l’asportazione di vecchie verniciature e ruggine e una seconda fase di  verniciatura con l’utilizzo di due mani di pittura antiruggine e due successive mani di vernice con ottime caratteristiche tecniche, considerato che il manufatto si trova ad una quota altimetrica di circa 1600 m.
La categoria principale dell’intervento riguarda quindi il “trattamento e la verniciatura” dei singoli pezzi che compongono la croce ed ha come scopo di prevenire il decadimento dovuto alla corrosione e di valorizzare dal punto di vista estetico la Croce.
Il risultato della buona pitturazione della Croce dipende da due parametri:
•    qualità del pretrattamento, senza andare ad incidere in maniera distruttiva sulla struttura in ferro, procedendo nelle seguenti fasi: 1) Sgrassaggio con solvente nitro passandolo mediante un pennello; 2) Pulizia manuale con spazzole metalliche o piccoli attrezzi per eliminazione di verniciature o ruggine; 3) Sabbiatura dell’intera superficie con polveri fini a bassa pressione e mini o microsabbiatura (25% della superficie) in prossimità dei nodi, delle bullonature e delle zone meno accessibili; 4) Lavaggio finale sempre con diluenti al nitro o epossidico.
•    qualità dell’esecuzione e dei prodotti vernicianti: affichè un lavoro abbia una buona riuscita, si specifica che a seguito di una buona preparazione del supporto metallico, la pitturazione dovrà essere eseguita a pennello e l’impresa dovrà seguire in maniera scrupolosa le modalità di esecuzione della scheda tecnica del prodotto verniciante.Il prodotto verniciante che verrà applicato prevede due mani di pittura antiruggine zincate epossidica e due mani di pittura poliuretanica, colore opaco a due componenti con le seguenti caratteristiche tecniche:
– Eccelente pennellabilità e rullabilità senza formazione di bollicine o crateri;
– Utilizzabile anche mediante applicazione a spruzzo;
– Dotato di buona copertura, ottima dilatazione,pennellabilità e rullabilità, eccellente pienezza e brillantezza;
– Rapidissima essicazione e velocità di indurimento finale;
– Forma film estremamente duri, compatti e ottimamente elastici,Buona resistenza ad abrasione ed urto;
– Ottima resistenza alla luce solare, allo sfarinamento ed alle basse temperature;
– Non ingiallente e manutenzionabile nel tempo;
– Eccelente durata e ritenzione del colore.

Inoltre si prevede la sostituzione di alcuni elementi in ferro, lo smontaggio completo e il rimontaggio di nuovi bulloni con le stesse caratteristiche dimensionali di quelli già esistenti e la fornitura e posa in opera di vetro nel cancello della Cappella di San Francesco compreso i profili in ferro e vetro di sicurezza-antivandalismo 11/12 composto da 5+5 pvb 1,52.

Restauro conservativo della Cappella e dell’immagine di San Francesco

Il progetto prevede inoltre interventi manutentivi della Capella con la completa demolizione della rasatura fatiscente, l’integrazione delle parti mancanti in calcestruzzo e la posa in opera di un intonaco speciale per esterni in grado di  resistere a basse temperature; l’impermeabilizzazione del soffitto voltato e la successiva protezione con una lastra in metallo di basso spessore.
L’altare della cappella, che presenta macchie e presenza di vegetazione, sarà  restaurato oltre che con la reintegrazione di parti mancanti con impasti a base di malte, simili per composizione a quelle impiegate per la costruzione dell’altare, anche
con la pulizia del manufatto con materiali e mezzi idonei e con un  trattamento finale consolidante e contro la formazione di attacchi di microrganismi.
L’epigrafe in pietra del 1969, in memoria di quanti caddero nella seconda guerra mondiale, sarà restaurata con un intervento di pulizia, di consolidamento della medesima e di trattamento finale con materiale protettivo, la stessa metodologia sarà adottata per il recupero della lastra commemorativa di Herbert John Hinkler con l’integrazione e la stuccatura delle pietre del basamento.

Restauro terracotta di San Francesco

All’interno della Cappella, sopra l’altare in cemento si trova l’immagine di San Francesco in terracotta dipinta, che risale al 1929 ed è opera di Augusto Chini di Firenze.
L’immagine in terracotta dipinta di San Francesco delle dimensioni di circa 1,28 ml di larghezza e 1,43 ml di altezza è stata realizzata con la composizione di più formelle, si presenta oggi incompleta per la mancanza di alcune parti ed inoltre sono presenti i segni d’usura che si manifestano con abrasioni e raschiature dello strato pittorico.
Il progetto di restauro conservativo sarà intrapreso solamente dopo una campagna conoscitiva dettagliata ed il restauro di questa importante opera  prevede di non staccare l’immagine dal supporto preesistente e di integrare le formelle non più presenti (solo quelle documentabili con vecchie fotografie/disegni) con tecniche che rendono visibile l’intervento di restauro e che garantiscano la conformità cromatica dell’opera.
Inoltre l’intervento prevede ulteriori fasi quali la verifica di adesione delle formelle al setto di cemento, la pulitura dell’opera e dei giunti con tecniche adeguate, l’integrazione pittorica delle parti che presentano attualmente le abrasioni/raschiature.

Nota per l’esecuzione del restauro: la manodopera specialistica

Considerato che sul monumento in oggetto insiste un vincolo monumentale e paesaggistico ai sensi del normativa vigente in materia, è importante intervenire con operatori e professionisti preparati. Molteplici sono i danni causati al patrimonio architettonico e paesaggistico a causa di maestranze e tecnici inesperti e dalla limitata professionalità, propensi all’uso di tecniche e materiali che non sono contemplati nel campo del restauro.
Questa nota è stata riportata per sottolineare il grande valore della Croce, che anche se realizzata nel 1928 come semplice struttura a traliccio è oggi un “monumento” e le praterie del crinale del Pratomagno è un “area” di notevole interesse pubblico così come prescritto nel Decreto ministeriale del 9 Febbraio 1976:
… la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché, per le sue creste tondeggianti ricche di vastissimi prati pascolativi, costellate di tutta una serie di antichissimi insediamenti umani, quali: borghi, castelli, pievi, raggruppamenti sparsi, cittadine artistiche-storiche di rilevante interesse culturale, località abitative che hanno conservato il colore del paesaggio interno e le proporzioni volumetriche originarie meravigliosamente equilibrate, costituiscono un quadro naturale d’incomparabile bellezza e un complesso di cose immobili avente valore estetico e tradizionale; le pendici, inoltre, del Pratomagno, al di sotto dei prati, sono ricoperte di vaste estensioni a boschi di faggi, cerri, castagneti, querce, uliveti e vigneti sistemati a terrazzamenti e formano un paesaggio molto pittoresco e vario, godibile da vari punti di vista e per lunghi tratti anche dall’Autostrada del Sole.”

L’intervento di riqualificazione del “luogo” prevede una serie di opere per migliorare la fruibilità dei visitatori, salvaguardando l’attuale recinzione, che viene parzialmente ridisegnata ed interrotta per garantire quattro accessi all’area prospiciente la Croce; le mucche, che pascolano nell’area, non possono entrare nel recinto perché i nuovi ingressi sono delimitati da pali in legno che sono posizionati tra di loro ad una distanza di massimo 60 cm ed hanno un altezza uguale a quella della staccionata in legno preesistente.

L’area ai piedi della Croce avrà una sistemazione minimale del terreno, già organizzata a quote altimetriche diverse, e sarà delimitata da una fascia perimetrale, pavimentata con ghiaia.
Nella planimetria di progetto si nota che l’area a verde, adiacente al basamento della Croce, ha una forma circolare di circa 12,00 metri di raggio, considerando il centro l’asse della Croce ed è delimitata da un cordolo in legno, infisso nel terreno.
La pavimentazione tra il cordolo in legno e la recinzione sarà realizzata, come già specificato in precedenza, con ghiaia di piccola granulometria di coloritura simile alla pietra del Pratomagno, posata su vassoi di polipropilene composti da tubi esagonali che nella parte inferiore sono supportati con una membrana in fibra di vetro, per inibire la crescita di erbacce ed aiutare a prevenire la perdita di ghiaia, garantendo nel contempo il necessario  drenaggio del terreno.
L’area centrale di forma circolare ha al suo centro la Croce con il basamento in cemento, che sarà pavimentato con lastre regolari di pietra di forma rettangolare, mentre la zona verde sarà sottoposta a un’azione di vegetazione con la sistemazione del manto erboso a nardus stricta (nardeti), tipica essenza delle praterie del crinale del Pratomagno.
La recinzione preesistente sarà oggetto di manutenzione e quindi si prevede la sostituzione delle strutture fatiscenti ed il trattamento del legno.

Completerà la sistemazione del “luogo” la posa in opera di elementi modulari in acciaio cor-ten che, in modo alternato, saranno utilizzati come sedute o come pannelli espositivi; i corpi modulari  sono di due tipologie: quelli di altezza di 1,00/1,25 ml e di lunghezza di 2,00 ml, che presentano un piano superiore inclinato con stampate le notizie relative alla storia della Croce, allo skyline del paessaggio montano circostante ed alla storia di Hinkler con l’indicazione del monumento commemorativo, realizzato nei pressi della Croce, mentre quelli di altezza di 0,50 ml e di lunghezza pari a 2,00 ml fungono da seduta per il riposo dei visitatori.

Saranno posti inoltre, a lato della Cappella con visuale l’immagine di San Francesco, due inginocchiatoi realizzati in pietra e metallo per la preghiera dei visitatori al fine di  rafforzare la componente religiosa dell’intervento così come ebbe a dire il Podest�
rag. Enrico Baccini il 14 agoto del 1927 in occasione della posa della prima pietra :

< …. questa montagna,Il Pratomagno, sarà da oggi la terra di San Francesco, il, santo amatore della bella natura e della Croce di Cristo >.