La famiglia Chini

Dalla documentazione acquisita per l’elaborazione della storia della Croce, tra cui Atti di convegni sul Pratomagno, viene indicato il professor Tito Cini quale il progettista della Croce.

Nel 1928 la rivista il “Risveglio francescano” dedicava ben cinque pagine all’inaugurazione della Croce.
L’articolo si conclude indicando che rimane da costruire la cappella.

I ferri del basamento faranno trama robusta per una parete in cemento, che verrà rivestita da mattonelle in ceramica e da grandi figurazioni artistiche. Una di queste eseguita con sistemi robbiani, ma di stile moderno, raffigurante san Francesco, il santo della natura e della pace, è già pronta. E’ opera robustissima del Professore Augusto Chini di Firenze, come del di lui fratello è il disegno di tutta la Croce. Mancano i tre cancelli in ferro battuto per le tre aperture delle cappella, l’Altare e il relativo arredamento”.
A questo punto è sorto un dubbio Tito Cini o Tito Chini?

Le ricerche sulla storia della Manifattura Chini a Borgo San Lorenzo (FI) sciolgono il dubbio e ci fanno pensare che il disegno della Croce fu eseguito da Tito Chini, fratello di Augusto Chini e figlio di Chino Chini, che insieme al cugino Galileo, grande maestro del liberty fiorentino, fonda nel 1906 a Borgo San Lorenzo le Fornaci San Lorenzo.

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Figlio di Chino nasce a Firenze nel 1898. Compie gli studi presso la Scuola d’Arte di Piazza Santa Croce a Firenze.
Collabora giovanissimo con le Fornaci San Lorenzo, delle quali dopo il 1925 diviene direttore artistico.

 

 

 

Tra le sue opere più importanti dobbiamo ricordare le vetrate dell’Hotel Roma a Firenze, degli anni Venti, che sono forse la sua prima grande opera. Numerose sono ancora le sue opere sparse nella zona del Mugello. Sul finire degli anni Trenta collabora alla progettazione del complesso termale di Castrocaro.
Di grande interesse, in questo complesso, è il Padiglione delle Feste progettato dallo stesso Tito che ne cura anche l’allestimento interno. Molto interessanti sono vari pannelli sia in ceramica che dipinti e soprattutto il pavimento decorato con navi. Per quanto riguarda la sua intensa attività di pittore e decoratore dobbiamo ricordare gli affreschi eseguiti nel Tempio Ossario di Bassano del Grappa, nel Duomo di Schio, nell’Ossario del Pasubio e nel Caffé Margherita di Viareggio.
Muore a Desio nel 1947.