Il simbolo Francescano

Nella parte alta della Croce, si trova rappresentato, al centro di due cerchi concentrici, sempre in metallo, lo stemma del Terzo ordine francescano, raffigurante la Croce sullo sfondo e le braccia di San Francesco e di Gesù.

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Dalle indicazioni fornite principalmente da MEMORIE DOMENICANE, Quaderno 871, Firenze 1964 –“ Iconografia dei sigilli e degli stemmi dei domenicani” a cui si rimanda per la bibliografia specifica e D.I.P. Vol. 4 col. 931-932.

D’azzurro a un braccio nudo al naturale uscente da una nube d’argento, con il segno del chiodo alla palma della mano; l’altro braccio vestito del saio francescano, incrociante il primo, con lo stesso segno alla mano; una croce d’oro raggiante che emerge tra le due braccia
Il significato dello stemma si può desumere da un episodio degli ultimi giorni di vita di San Francesco, narrato da San Bonaventura: “ Quando sovrastava ormai l’ora del suo trapasso, fece venire a sé tutti i frati che dimoravano nel luogo … e mentre i figli stavano tutt’intorno a lui, il patriarca dei poveri, l’uomo santo, quasi cieco e ormai prossimo a morire, incrociò le braccia e stese su di loro le mani in forma di Croce (aveva sempre amato questo gesto) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocefisso”. Per indicare che la benedizione era impartita da San Francesco “ nella potenza e nel nome del Crocefisso”, le due braccia nello stemma vengono raffigurate l’uno ignudo e l’altro vestito: il braccio di Cristo e quello di Francesco.
Esiste anche un grazioso aneddoto che viene invocato per spiegare il perché delle due braccia, uno ignudo e uno vestito.
Nel 1213-1214, San Francesco fu ospitato al castello di Susa da Beatrice di Ginevra, moglie del conte di Savoia, Tommaso I. La contessa donò al santo un terreno perché vi sorgesse un convento. In segno di gratitudine, per soddisfare al desiderio della pia benefattrice che gli chiedeva un ricordo, san Francesco si staccò una manica della tonaca e gliela donò. Fu così che, durante il lungo viaggio, tutti videro il Santo con un braccio ignudo e uno vestito, e così furono benedetti da lui con le braccia in forma di croce. La reliquia esiste ancora ed è venerata nella cattedrale di Chambery in Savoia.