Curiosita’ storiche e dati catastali

Il terreno in cui insiste la Croce del Pratomagno si trova nel comune di Loro Ciuffenna (codice: E693) Foglio 8 Particella 0001 di proprietà della Regione Toscana.

Al catasto storico regionale (Castore) vi è una mappa catastale del 1821 dove il terreno della futura Croce si trova nella Comunità di Loro, sezione “Rocca Ricciarda e Pratomagno” individuata alla lettera A foglio 3 particella 70. La mappa rappresenta una porzione del territorio della Comunità di Loro (oggi Loro Ciuffenna), nel versante orientale del Valdarno superiore. Accompagnate da una ricca toponomastica, le entità geografiche sono rappresentate con simbologia comune a tutte le mappe della comunità: azzurro per l’idrografia (con disegno e spessore differenziati per importanza del corso d’acqua), ocra per la viabilità, rosso per tutti gli edifici, ad eccezione di quelli religiosi (in viola) e giallo per gli annessi agricoli dei fabbricati (aie, orti, sodi). Con un lieve sfumo orografico è inoltre indicato il crinale del Pratomagno. Le particelle catastali sono rappresentate con tratto fine in nero o rosso; i confini del foglio di mappa sono acquerellati in verde, quelli della sezione catastale, se presenti, in rosso, mentre i confini con le altre comunità, se presenti, in viola. Sono inoltre indicate le intersezioni del reticolato cartografico (crocette), disegnate con inchiostro rosso, e i vertici trigonometrici utilizzati per il disegno del territorio della comunità, indicati con lettere maiuscole in nero. Il rilievo in campagna, come è specificato nel cartiglio, è stato “terminato sul terreno il dì 26 giugno 1821”. Il documento, restaurato, presenta lacerazioni nella parte destra con una lacuna di piccola entità.

La mappa del 1821 riporta la dicitura “Croce del poggio di Pratomagno”, proprio nel punto esatto dove 107 anni dopo verrà realizzata la Croce Monumentale del Pratomagno. Questo importante dato fa presupporre l’esistenza di una croce, magari di legno, successivamente sostituita da quella in ferro. Lo stesso punto è anche indicato come trigonometrico e quindi la Croce menzionata dalla mappa potrebbe aver avuto un’importanza legata alla misurazione del territorio e all’indicazione del punto più alto del massiccio montuoso.

Carta 1821

Carta 1821

 

Mappa Catastale 2013

Mappa Catastale 2013

Uno studio approfondito, atto a ricercare il proprietario del terreno al momento della costruzione della Croce, ha portato i seguenti risultati:

dal 1842 al 1857 i proprietari del terreno furono Ricasoli Gaetano di Ottavio e Ciarchi Francesco di Pier Antonio

dal 1857 al 1876 il proprietario fu il Barone Ricasoli Leopoldo Valentino di Antonio

dal 1876 al 1882 il proprietario fu il Barone Perfetti Ricasoli Giulio

dal 1882 al 1883 il proprietario fu Perfetti Ricasoli Pio

dal 1883 al 1923 il proprietario fu Bucciolini Carlo

dal 1923 al 1924 i proprietari furono Bucciolini Giulio, Giuseppe e Guido, con usufrutto legale a Perfetti

dal 1924 fino al 1945 il proprietario, e di conseguenza il concessionario del terreno per la costruzione, fu Venturi Cesare fu Luigi (partita 11676 supp. Campione 45)

dal 1945 al 1947 i proprietari per successione furono Venturi Irma fu Cesare (7/18) Venturi Ines di Cesare (7/18) e Venturi Clary (4/18)

dal 1947 al 1951 il proprietario fu Berretti Tranquillo fu Stefano

dal 1951 al 1960 il proprietario per successione fu Berretti Irene, che ha successivamente ceduto al demanio Statale per esproprio tutte le proprietà terriere del Pratomagno.

Il Chiappino di Rocca Ricciarda. Il “Re” del Pratomagno

CESARE VENTURI IN PRATOMAGNO - 1932

CESARE VENTURI IN PRATOMAGNO – 1932

Cesare Venturi, soprannominato “ il Chiappino” perché possedeva con il fucile una mira infallibile, nacque alla Rocca Guicciarda (oggi Rocca Ricciarda) nel 1870. Nel 1893 si trasferì in Maremma con un piccolo gregge di pecore dove lavorò duramente e fece fortuna.  Dopo alcuni  anni tornò alla Rocca comprando dal Barone Ricasoli gran parte del territorio che dal paese arrivava alla vetta del Pratomagno.

LA CASA DI CESARE VENTURI - 1916

LA CASA DI CESARE VENTURI – 1916

Nel 1916 costruì la nuova casa, un po’ diversa, più signorile, rispetto alla norma  delle altre abitazioni in loco e riuscì a mettere insieme un gregge di migliaia di pecore, che ogni anno, con la transumanza,  portava in Maremma. Le persone più anziane che abitano  nella Provinciale “Sette Ponti” ricordano ancora il passaggio delle pecore del Chiappino, passaggio che durava anche una settimana. La guerra, con  la distruzione del paese ad opera dei tedeschi, colpì profondamente nell’animo Cesare Venturi che, dopo un anno di sofferenza, nel settembre 1945 morì

AL CENTRO CESARE VENTURI - 1927

AL CENTRO CESARE VENTURI – 1927

AL CENTRO CESARE VENTURI - 1939

AL CENTRO CESARE VENTURI – 1939

AL CENTRO SEDUTO CESARE VENTURI – 1940

AL CENTRO SEDUTO CESARE VENTURI – 1940

Alcuni anni dopo la sua morte, i familiari si trasferirono in Maremma, a Braccagni. Nel 1960  fu venduta al demanio tutta la proprietà in Pratomagno, così dopo settant’anni, terminò alla Rocca Guicciarda questa famiglia di allevatori.

Cesare Venturi è ancora ricordato nella nostra montagna; è rimasto un mito e nel mito rimane anche la sua casetta al Prataccio  sopra a Rocca Ricciarda, chiamata “Casetta del Chiappino”  dove i suoi mandriani si fermavano per la lavorazione del formaggio. In effetti  la casetta o capanna era una “ malga”, forse l’unica, o una delle poche malghe del Pratomagno.

Casetta del Chiappino - ruderi

Casetta del Chiappino – ruderi

È situata a quota1222 m. su un pianoro con vedute bellissime sul Valdarno e  si raggiunge dalla Rocca R. con un‘ora di cammino, percorrendo in salita un sentiero disagiato, che il CAI Valdarno chiama “sentiero del Chiappino”. Può essere raggiunta anche con il “Sentiero della Dondola”. È segnalata sulla  vecchia carta dell’IGM 1:25000  e di conseguenza anche nella Carta del Pratomagno edita dal CAI.

Vecchia carta IGM 1:25.000

Vecchia carta IGM 1:25.000

Marisa Panti Berretti, nipote del Chiappino” e tutt’ora abitante a Poggio di Loro, nel suo libro “ La Transumanza vissuta dai protagonisti “, edito nel 1999 e che ha avuto il patrocinio del Comune di Loro Ciuffenna, a pag 29 scrive:

È stata l’unica  casetta indicata nella mappa catastale, nel 1988 vennero su a Poggio di Loro i ragazzi delle scuole alla ricerca della CASETTA DEL CHIAPPINO con una mappa catastale in mano del 1945!!!  Mio marito Stefano Berretti, ed io ci meravigliammo perché la Comunità Montana, o le  guardie forestali non abbiano fatto in modo di ricostruirla. Era veramente una bella casetta tutta in pietra con dentro camino, acquaio e rapazzola con  materasso, con la sua finestra e la porta. Questa casetta serviva per la lavorazione del formaggio e della ricotta, vi abitavano i mandriani che la sera radunavano il gregge e dall’alto della montagna calavano giù al Prataccio, per la munta ed eseguire il lavoro della pastorizia. Poi il gregge veniva lasciato un po’ a riposo per la mungitura, perché il bestiame era gravido e aspettavano la nascita dell’agnellino. Quindi questa casetta è stata un simbolo della pastorizia, fa storia e cultura del passato ed è l’unica della nostra montagna. Anche il presidente del CAI di Montevarchi, circa tre anni fa fece una escursione alla Casetta del Chiappino, tutt’ora rammentata perché da sempre fa storia.

Oggi è un rudere che non rende minimamente l’idea dell’importanza, nella zona, di quella capanna.