La Croce

croce schizzoLAVORI DI RIQUALIFICAZIONE E RESTAURO DELLA CROCE MONUMENTALE DEL PRATOMAGNO


La Croce monumentale del Pratomagno sorge nella vetta più alta dell’omonimo  massiccio montuoso a una quota di 1592 metri s.l.m. nel comune di Loro Ciuffenna .
Il Pratomagno è una catena montuosa dell’Appennino e s’innalza tra il Valdarno superiore ed il Casentino a nord-ovest della città di Arezzo; interessa l’omonima provincia ed , in piccola parte , la sponda sud-orientale di  quella di Firenze.
In questa località, da dove è possibile godere di un panorama a trecentosessanta gradi dall’ Appenino Tosco-Emiliano, alle Alpi  Apuane, al monte Amiata,  le cime  di forma piuttosto arrotondate simili a “groppe” sono completamente prive di alberi e ricoperte da un soffice manto erboso  dove mucche e cavalli possono liberamente  pascolare allo stato brado
Vista panoramica della Croce

Vista panoramica della Croce



La croce fu eretta nel 1928 per volere della congregazione del Terzo Ordine francescano di Poppi, movimento francescano dei laici,  e soprattutto per opera del direttore spirituale Padre Luigi da Pietrasanta che, uomo di Dio sul pulpito, seppe entusiasmare la popolazione in occasione delle celebrazioni del 7° centenario della morte di S. Francesco, avvenuta il 3 Ottobre 1226 ad Assisi ; così Padre Luigi da Pietrasanta , che nel 1926 predicava a Raggiolo, per ricordare ai secoli futuri l’entusiamo delle popolazioni nel celebrare l’ideale francescano, incoraggiato dal Vicariato e dai suoi superiori,  decise di proporre al pubblico la sua idea di erigere una Croce monumentale sulla vetta più alta di Pratomagno, quasi in atto di benedire le due vallate del Casentino e  del Valdarno, ed incominciò ad organizzarsi per portare a termine il suo progetto formando a questo scopo un comitato casentinese ed un altro nel valdarno presieduto da Don Giovanni Mazzoni, medaglia d’oro al valor militare, a quel tempo parroco di Loro Ciuffenna.

Il 14 Agosto del 1927 venne posta la prima pietra del monumento.
“ non potendo per le ristrettezze del tempo attuare il grandioso progetto durante l’anno francescano poiché l’idea era sorta troppo tardi e perché il monumento risultasse ricordo del 7° centenario della morte di San Francesco, fu pensato di celebrare una festa solennissima per la posa della prima pietra. Il giorno stabilito per quella cerimonia fu il 14 Agosto.
Quella giornata dimostrò che il lavoro per la bella iniziativa era già a buon punto e quale entusiasmo fosse già nel cuore di tutti.
Nessuno avrebbe preveduto tanta folla: le popolazioni della montagna si erano riversate quasi al completo sulla vetta di Pratomagno e vi erano rappresentanze di quasi tutte le parrocchie delle due vallate: Casentino e Valdarno. Si calcolò che gli intervenuti non fossero meno di 8000.
…….. Commosso era specialmente il R. Padre Direttore il quale vedendo come la sua idea, nonostante gli ostacoli, aveva potuto entusiasmare tanto popolo, non potè trattenersi dal rivolgere alla moltitudine che brulicava intorno all’altare un accalorato discorso per ringraziare ed infiammare dicendo il significato del Monumento da erigersi su quella vetta così bella e caratteristica”.  
(tratto dalla “Cronaca” del T.O.F.)

Gli uomini della vallata che portano a spalla le travi in metallo della Croce

Gli uomini della vallata che portano a spalla le travi in metallo della Croce

Dopo la messa solenne e i discorsi delle autorità civili don  Giovanni Mazzoni benedì solennemente la pietra  e il Cav. Cattalasso, Prefetto di Arezzo, la spalmò di calce prima di essere calata nelle fondamenta della erigenda Croce.
A distanza di poco più di un anno dalla posa della prima pietra, il 2 settembre 1928 la Croce venne inaugurata, grazie all’opera della popolazione, in maniera  particolare quella di Raggiolo, che animata dall’entusiasmo dell’ideale francescano, portò a spalla ogni singolo pezzo della Croce fino alla cima del monte.

Inaugurazione della Croce del Pratomagno 2 settembre 1928

Inaugurazione della Croce del Pratomagno 2 settembre – 1928

“Il lungo e perseverante lavoro sostenuto dal R. Padre Direttore: padre Luigi da Pietrasanta perché la Croce monumentale in onore di S. Francesco a gloria di Cristo RE e simbolo di unione tra i popoli delle due vallate Casentino e Valdarno diventasse realtà, ebbe in questo giorno il suo coronamento con una manifestazione di fede e di devozione da parte del popolo tale da non essere dimenticata.
Fin dalle prime ore del mattino la montagna brulicava di gente e migliaia di cuori felici, migliaia di occhi estatici sulla Croce, migliaia di labbra proclamanti il miracolo. Tutte le età, tutte le condizioni erano rappresentate. Si vide anche qualche donna col bambino lattante portato lassù per fargli avere la benedizione”.
“… L’inaugurazione, funzione eminentemente religiosa, ebbe inizio alle 6 del mattino. Il Rev. P. Direttore, che aveva passato le notte intiera sul monte per aiutare ed incoraggiare gli operai a rifinire i lavori, celebrò la prima Messa nella Cappella improvvisata al basamento della Croce monumentale,…..” (tratto dalla “Cronaca” del T.O.F.)

Le autorita alla inaugurazione della Croce del Pratomagno - Coll. F.Donati - 15 Agosto 1928

Le autorità alla inaugurazione della Croce del Pratomagno – Coll. F.Donati – 15 Agosto 1928

La Croce monumentale che fu disegnata  dal professor Tito Cini di Firenze poggia su di un blocco di fondazione, delle dimensini di 6,00x 6,00 ml,  per la realizzazione del quale occorsero 100 quintali di cemento, forniti gratuitamente dalla Società Cementi del Corsalone, che mise inoltre  a disposizione l’opera  professionale del proprio ing. Marco Marchi per la relativa direzione.
La Croce a pianta quadrata di 4,00×4,00 ml, di altezza originaria di circa 21,50 ml,  completamente in ferro, è composta da 900 pezzi del peso di oltre 150 quintali  realizzati dall’officina Bordoni di Poppi.

I ricordi del Sig. Pasquale Sereni, lucidissimo ottantanovenne,
“ Nel piazzale retrostante le officine meccaniche di Luigi Bordoni a Ponte a Poppi, racconta, fu costruita la Croce che attualmente si trova nel monte Pratomagno, L’officina Bordoni aveva una manovalanza, tra apprendisti e maestri di una decina di persone. Le grosse barre di ferro venivano sezionate e forate con tutta la precisione per poter essere poi incastrate e imbullonate. Le tagliature del ferro fissato sulla morsa, nelle varie misure e inclinazioni, venivano effettuate a mano con seghetti a ferro. Stessa cosa per i fori che dovevano essere precisi per coincidere perfettamente; venivano fatti con trapani manuali con punte a ferro; il trapano veniva appoggiato sullo stomaco e con la forza delle braccia si faceva girare la minarola.
E’ stato fatto tutto a mano, un’impresa enorme per l’epoca e i mezzi a disposizione.
La prima verniciature fu fatta a Ponte a Poppi con il minio rosso.
Una volta terminata, la Croce fu smontata, tutti i pezzi furono marcati e numerati per riuscire successivamente a ritrovarne la corrispondenza, usando frecce per indicare le inclinazioni.
I terziari, con l’aiuto di molte persone di Ponte a Poppi, caricavano sui somari i pezzi di ferro e li portavano in Pratomagno. Molte persone utilizzavano le bisacce con le quali i frati andavano alla questua; ci mettevano il necessario alla costruzione: c’erano le ciarpe, i bulloni… Processioni di dieci, quindici persone andavano su con i somarelli”.

Officina Bordoni - Ponte a Poppi - costruzione della Croce

Officina Bordoni – Ponte a Poppi – costruzione della Croce

Nel 1928 la rivista il “Risveglio francescano” dedicava ben cinque pagine all’inaugurazione della Croce; l’articolo si conclude indicando che rimane da costruire la cappella.
“I ferri del basamento faranno trama robusta per una parete in cemento, che verrà rivestita da mattonelle in ceramica e da grandi figurazioni artistiche. Una di queste eseguita con sistemi robbiani, ma di stile moderno, raffigurante san Francesco, il
santo della natura e della pace, è già pronta. E’ opera robustissima del Professore Augusto Chini di Firenze, come del di lui fratello è il disegno di tutta la Croce. Mancano i tre cancelli in ferro battuto per le tre aperture delle cappella, l’Altare e il relativo arredamento”.

 

1929 Inaugurazione della Cappella di San Francesco

1929 Inaugurazione della Cappella di San Francesco

Il 21 Luglio 1929, con cerimonia     solenne, venne inaugurata la cappella posta alla base della Croce. Nella parete della cappella, sopra un altare in cemento, venne posta l’immagine di     S. Francesco, realizzata in terracotta smaltata su disegno di Galileo Andrea Maria Chini, artista poliedrico, versatile, imprevedibile, uno dei pionieri  dello stile liberty in Italia fra la fine dell’ottocento e inizi  del novecento.

“La Croce monumentale di Pratomagno mancava di una Cappella dove poter celebrare la S. Messa. Anche questa richiese molti sacrifici, nonostante ciò si potè portare a compimento ed il giorno dell’inaugurazione fu il 21 Luglio 1929. Alla cerimonia intervenne lo stesso Vescovo ed anche questa festa nonostante il tempo minaccioso, riuscì imponente.
Programma. Alle 4 celebrò la prima Messa il R. Padre Direttore e numerosi fedeli fin da quell’ora si accostarono alla S. Messa. Alle ore 8 giunse S.E. Mons. Mignone Vescovo di Arezzo ricevuto con immenso giubilo da una grande folla che si accalcava per ossequiarlo. …….. Alle 14 si snodò da una vetta all’altra del Pratomagno la lunga caratteristica processione del S. S. sacramento portato dall’Ecc.mo Vescovo. Un indesiderabile rumoreggiare di tuono, un improvviso temporale affrettarono il ritorno alla Croce da dove dopo la Benedizione ciascuno intervenuto raggiunse la propria via di sbocco per far ritorno alla rispettiva casa soddisfatto e giulivo per la bella giornata vissuta”. (tratto dalla “Cronaca” del T.O.F.)

Cerimonia

1929 Inaugurazione della Cappella di San Francesco

 



Nella notte tra il 5 e 6 novembre 1966 i venti di tempesta, che provocarono l’alluvione di Firenze, stroncarono la Croce sopra il basamento in cemento; la Croce era diventata il simbolo per i fedeli, ma anche per tutti i cittadini delle due vallate, così si manifestarono diverse iniziative e l’avvocato Alfredo Merlini, presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, riuscì a coordinare un apposito comitato cui particolare contributo dette l’APT di Arezzo.
Per volontà unanime delle autorità politiche, amministrative e religiose, la croce fu ricostruita e l’opera fu affidata ad una ditta di Soci in Casentino, con l’impegno di ultimare i lavori entro il 31 Luglio 1968; a causa di forza maggiore (pessima estate), l’intervento di restauro, che comportò il rifacimento del basamento in calcestruzzo e la ricostruzione della parte metallica, non terminò nella data concordata. L’inaugurazione della Croce, più bassa rispetto all’originale, avvenne a conclusione dei lavori di verniciatura, effettuata da due artigiani di Loro Ciuffenna, il 15 Agosto 1969, con una grande festa alla quale accorsero sulla vetta del Pratomagno numerose persone delle vallate.
Immagine

1966 La Croce cadde a terra a seguito di una tempesta

Nel 1989, a seguito delle richieste del Comitato “Per la Croce del Pratomagno”,
la Comunità montana del Pratomagno eseguì, in economia con i propri operai, i lavori di manutenzione del basamento e della recinzione; l’intervento interesso’ per quanto riguarda la fondazione la rimozione delle parti deteriorate e la ripresa delle stesse con calcestruzzo a malta cementizia e rifondazione del basamento nelle parti scalzate per effetto degli agenti atmosferici; inoltre per quanto riguarda la recinzione si sostituirono i pali deteriorati con l’integrazione di quelli mancanti. La spesa complessiva dell’intervento comportò un impegno di spesa di circa L. 5.800.000.
Sempre nel 1989 ad ottobre, fu ultimato un intervento di restauro della croce che fu eseguito dalla ditta appaltatrice “Marcello Sani “ di Montevarchi (AR), che ripulì e vernicio’  le strutture in ferro utilizzando 210 kg di materiale fornito gratuitamente dalla società  Max Meyer di Milano.

Non esistono testimoniamze certe di ulteriori interventi di manutenzione eseguiti dal 1989 ad oggi salvo opere di pulizia alla base della croce e nella cappella di San Francesco eseguite  dai componenti del Terzo Ordine Francescano  in preparazione alla rituale messa tenuta ogni anno nel mese di luglio.

Notizie storiche

Tratto dal Corriere Aretino



La Croce che porta ancora, con evidenti fori sui piloni in ferro del basamento, i danni  provocati dagli attacchi aerei degli alleati durante i combattimenti dell’ultima guerra mondiale, rappresenta inoltre un importante riferimento catastale.
Infatti fu costruita sul punto trigonometrico dove fanno confine due comuni casentinesi: Castel Focognano e Raggiolo ed uno valdarnese: Loro Ciuffenna.
Il restauro del 1969 comportò anche il rifacimento del basamento in calcestruzzo, che come testimoniano i dati monografici dell’IGM, comportò la scomparsa del punto trigonometrico (istituito nel 1880, ripristinato nel 1936 e dismesso nel 1963).
L’IGM nel 1978/79 istituì il nuovo punto trigonometrico “Croce del Pratomagno” in corrispondenza dell’asse della croce.

Immagine particolare

Australian flying heroLegato al Pratomagno e alla sua Croce si ricorda il tragico evento dove perse la vita il capo squadriglia australiano Herbet John Louis Hinkler, celebre asso dell’aria.
Era il 7 gennaio 1933 quando Hinkler, dopo avere sorvolato Firenze alle ore 11,05, scomparve mentre tentava di stabilire il nuovo record di volo da Londra all’Australia.
Il suo corpo e il relitto dell’aereo furono scoperti dopo  ben 111 giorni  come si ricorda dalle cronache del tempo

“Castel S. Niccolò, 23 notte. Ieri sera si diffuse in un attimo nel paese la notizia che nei pressi del Pratomagno si trovava un aviatore morto ed il proprio apparecchio fracassato…..Circa le cause che avrebbero provocato la catastrofe, poco possiamo dire. Si presume che un temporale e forte vento con densa nebbia possa avere sorpreso nel varcare l’Appennino ed abbia causato avarie all’apparecchio…”.
(Tratto La Nazione del 29-04-1933)

I resti dell'aereo di Hinkler

I resti dell’aereo di Hinkler

Monumento in memoria di Hinkler

Monumento in memoria di Hinkler

In suo ricordo, sul Pratomagno, nei pressi della Croce  fu posto un monumento in marmo, distrutto durante la seconda guerra mondiale, e sostituito poi dall’attuale cippo.

 

 

 

 

 

I resti dell aereo furono trasportati dai somari

I resti dell aereo furono trasportati dai somari

In occasione dei festaggiamenti per il  70° anno della costruzione della Croce il  26 Luglio 1998 alle ore 17,00 veniva celebrata la S. Messa; prima del rito venne distribuito ai partecipanti un opuscolo intitolato “Croce del Pratomagno-Riviviamo una storia di fede” curato dalla Comunità dei Cappuccini di Poppi e dove vi era un particolare riconoscimento al popolo di Raggiolo che si era impegnato particolarmente alla costruzione della Croce.

Articolo

Targa posta nel muro esterno dietro la Cappella di san Francesco

Targa posta nel muro esterno dietro la Cappella di san Francesco

In occasione dei festeggiamenti degli 80 anni di vita della Croce, la medesima fu illuminata per tre notti il 18-19-20 Luglio 2008 con il contributo dell’ Associazione Nazionale dei Carabinieri, l’avvenimento fu ricordato con la posa di una targa commemorativa.



La Croce è a pianta quadrata e misura 4,00 X 4,00 ml, le quattro colonne, sempre di forma quadrata, misurano 1,255 x 1,255 ml e si appoggiano o meglio sono annegate nel basamento di cemento armato di dimensioni, originariamente  6,00 x6,00 ml ora  7,00 x 7,00 ml.
A circa a 5,00 ml da terra la Croce inizia a rastremarsi e ad 8,00 ml il modulo che alla base misura 1,255 ml di lato diventa 0,985 ml di lato e da qui inizia la vera forma a croce che misura in altezza 11,00 ml ed in larghezza 6,98 ml, mentre l’altezza totale della Croce è di 19,30 ml circa, più bassa rispetto l’originale che era di 21,50 ml, cioè prima delle opere di restauro a seguito del danno provocato dalla tempesta del 1966.
La struttura della Croce è a traliccio metallico e l’unione dei vari pezzi è assicurato da bulloni M14. Quattro fazzoletti saldati sono posizionati nel punto di giunzione tra il basamento e la Croce e barre metalliche di forma a “C” rafforzano l’unione tra la parte verticale e orizzontale della Croce; sempre in questo punto all’interno di due cerchi concentrici si trova parte dello stemma, sempre in metallo, relativo al Terzo ordine regolare di S. Francesco, raffigurante la Croce di fondo e le braccia di San Francesco e di Gesù.
Nelle parti terminali della Croce, a completamento dell’opera, si trovano nell’asse orizzontale due piramidi e nell’asse verticale una piramide.
Gli elementi che compongono il traliccio sono dei ferri dello spessore di circa 10 mm ad  “elle” o piatti: i verticali misurano (alla base) 90 x 90 mm, le barre orizzontali accoppiate 65 x 80 mm, mentre i controventi a forma di rombo 50 x 100 mm.
All’interno della Croce si accede alla Cappella salendo quattro scalini di cui il primo ha un alzata di 9, 5 cm, i medesimi originariamente erano di pietra, in seguito furono rivestiti di cemento.
La cappella di dimensioni di 1,50 ml di lunghezza e di 1,16 ml di larghezza ha la muratura perimetrale in setti di cemento con accesso protetto da un cancello i cui elementi in ferro rappresentano a sua volta  una croce.
All’interno della cappella è presente un piccolo altare in cemento sorretto da quattro colonne in stile, alla parete frontale è rappresentato San Francesco in terracotta dipinta e alla parete laterale destra c’è un’ epigrafe, realizzata nel 1969, in memoria di quanti caddero nel 1943/44, combattendo nella zona del Pratomagno che così recita:
Epigrafe parete laterale cappella

Epigrafe parete laterale cappella

 

La furia della Storia
Ferì ed uccise
Sulle cime, sulle pendici    
 nelle valli
Che dal Pratomagno
degradano.
Divina ed umana pietà
Dian conforto pace perdono
Alle genti che
Cadendo
Volser lo sguardo
Al benedicente segno
Del Figlio dell’Uomo.

 

All’interno della Cappella di fianco della sacra mensa vi era un’altra epigrafe, non più presente, dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969, Avv. Alfredo Merlini che recita:

Epigrafe non piu presente dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969 Avv. Alfredo Merlin

Epigrafe non piu presente dettata dal Presidente del Comitato promotore del restauro del 1969 Avv. Alfredo Merlin

 

Da questa vetta
Punto di ideal incontro
Delle serene genti dell’Arno
Il poverello d’Assisi
Addita ancora
Agli uomini
L’Eterno messaggio dell’Amore
Contro gli odi, gli egoismi, le guerre.
In questo segno
Fu eretta nel 1928 questa Croce
E fu ricostruita nel 1969
A cura di un Comitato
Promosso dalle Misericordie d’Italia
Onde allarghi ancora le braccia
Al cristiano amplesso dei popoli
Finalmente affratellati e liberi
In tutti i continenti.

 

 

 


La Croce vista dal basso verso l'alto è evidente la ruggine sugli elementi in ferro

La Croce vista dal basso verso l’alto è evidente la ruggine sugli elementi in ferro

Attualmente la Croce presenta i segni del tempo, anche perché l’esposizione all’intemperie e alle basse temperature invernali hanno causato danni alla struttura, che si presenta in uno stato generale di decadenza a causa di una scarsa manutenzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parte superiore del basamento di fondazione ha subito dei danni, per l’interazioni con l’ambiente esterno, considerato anche le basse temperature delle stagioni invernali, infatti i ferri di armatura risultano scoperti non più protetti dal calcestruzzo e quindi corrosi.
In considerazione del fatto che l’attacco tra la struttura della Croce e la fondazione non presenta delle piastre in metallo è ipotizzabile che un modulo della Croce sia semplicemente annegato nel calcestruzzo per circa 80/90 cm che rappresentano la probabile altezza del basamento, valore definibile esattamente tramite una campagna di saggi e carotaggi che oltretutto darebbe indicazioni sulla qualità del calcestruzzo utilizzato.

I ferri scoperti della fondazione in calcestruzzo armato

I ferri scoperti della fondazione in calcestruzzo armato

Per proteggere gli scalini in pietra fu eseguito un intervento tramite  un getto di cemento di basso spessore che attualmente presenta situazioni evidenti di lesioni e sgretolamento tali da rendere visibili le originarie lastre di pietra.
I componenti del traliccio presentano, nelle zone non più protette dalla vernice, evidenti azioni corrosive da parte della ruggine che ha aggredito anche i  bulloni, necessari alla giunzione dei vari profili, provocando in alcuni casi la rottura degli stessi in altri il loro allentamento; solo con una campagna di saggi cognitiva si potrà conoscere il  valore effettivo di serraggio della bulloneria.
All’azione  degli eventi naturali si aggiunge anche l’azione dell’uomo, infatti nelle zone in basso sono presenti graffiti e scritte incise nel metallo che deturpano ancora di più l’immagine della Croce.
Le paretiLe pareti e il soffitto della cappella sono state realizzate in cemento successivamente rasato, ma sono presenti distacchi dal supporto, nella parete laterale interna è visibile la struttura in lamiera della Croce con evidenti segni dell’azione aggressiva della ruggine.

 

 

 

Sicuramente anche l’interno della cappella non è protetto da una copertura adeguata e quindi quando piove, l’acqua filtra causando danni alle pareti, all’altare e soprattutto all’immagine di San Francesco.

Altare particolareL’altare della cappella, in materiale cementizio, presenta delle croste e della vegetazione quali muschi e licheni, ma anche il distacco di alcune piccole parti.
L’immagine di San Francesco in terracotta ha subito il danno maggiore infatti il confronto con le vecchie fotografie mette in evidenza che non sono più presenti le mani, parte del saio e altri piccoli elementi ornamentali; anche in questo caso le intemperie hanno causato il distacco dal supporto murario.

 

 

 

 

 

Immagine in terracotta dipinta di San Francesco sono evidenti gli elementi mancanti

Immagine in terracotta dipinta di San Francesco sono evidenti gli elementi mancanti


L’intervento in oggetto contempla non solo il restauro della Croce ma anche la riqualificazione del sito con la realizzazione di un “luogo” alla base della Croce per il riposo, la  meditazione e la  preghiera in un ’idea progettuale, il cui cuore è sì l’intervento manutentivo del monumento, ma che si sviluppa tenendo presente oltre le  motivazioni religiose per le quali la Croce stessa fu realizzata gli aspetti naturalistici che fanno del Pratomagno un luogo dal paesaggio affascinante dove è possibile osservare una notevole estensione di territorio , compresa la città di Firenze.

Di Pratomagno alle suberbe cime …..
……… si vedeva l’interiore paese
Del valdarno di sopra, e del Mugello,
E in un Casentino si scopriva
Ogni valle, ogni poggio, ed ogni riva
(Vincenzo Montini Firenze 1761)


Come emerge dallo stato di conservazione, la fondazione della Croce risulta degradata, quindi sarà necessario recuperare il cemento armato tramite la completa demolizione delle parti degradate fino alla completa scopertura dei ferri di armatura, la pulizia di tutte le superfici, il trattamento con idonei materiali dei ferri e la ricostruzione dei volumi mancanti con malta fibrorinforzata a ritiro compensato.
Il restauro della Croce sarà un intervento di recupero con tecniche e materiali adeguati, rispettando la struttura preesistente, che non dovrà più essere lasciata in questo stato di abbandono così come sarà  previsto da uno degli elaborati progettuali, in questo caso di particolare importanza, ovvero dal Piano di manutenzione dell’opera  che contempla  cicli programmati di lavori.
Lo stato di degrado evidenzia aree molto vaste di ruggine negli elementi in ferro, il progetto prevede l’ asportazione della ruggine, l’ applicazione  un convertitore ed una verniciatura finale poliuretanica ad elevata resistenza agli agenti atmosferici mentre  gli elementi in metallo che risultano fatiscenti saranno sostituiti con dei nuovi di uguale misura e forma. Il progetto prevede anche la sostituzione di tutti i bulloni .

Il progetto prevede inoltre interventi manutentivi sulla Capella con la completa demolizione della rasatura fatiscente, l’integrazione delle parti mancanti in calcestruzzo e la posa in opera di un intonaco speciale per esterni in grado di  resistere a basse temperature; l’impermeabilizzazione del soffitto voltato e la successiva protezione con  una lastra in metallo di basso spessore.
L’altare della cappella, che presenta macchie e presenza di vegetazione, sarà  restaurato oltre che con la reintegrazione di parti mancanti con impasti a base di malte, simili per composizione a quelle impiegate per la costruzione dell’altare, anche con la pulizia del manufatto con materiali e mezzi idonei ed con un  trattamento finale con soluzione contro la formazione di attacchi di microrganismi , il cancello in ferro della cappella sarà trattato con gli stessi materiali applicati alla Croce e con l’integrazione delle parti mancanti.
Sarà  prevista  inoltre la demolizione completa del calcestruzzo che riveste gli scalini il rifacimento della pavimentazione con lastre regolari di pietra come quella utilizzata per le sistemazioni esterne, di forma rettangolare anche per quanto riguarda l’area esterna ed interna della Cappella.

L’immagine in terracotta dipinta di San Francesco, realizzata con la composizione di più formelle, si presenta incompleta per la mancanza di alcune parti ed inoltre in alcune piastrelle sono presenti i segni d’usura.